Anno sabbatico

 

Indice


Cos'è un anno sabbatico
Viaggiare per un lungo periodo
Fare il giro del mondo
Dedicare il tempo per aiutare gli altri
Un 'facile' anno sabbatico
Staccare senza partire

 

Cos'è l'anno sabbatico

Il gap-year in Italia

south New Zealand

Chi non ha mai sognato di staccare la spina per un po’ e di prendersi del tempo per sé? E non per un periodo breve, come un weekend o un paio di settimane, ma per mesi, o addirittura per un anno. Ognuno ha una sua idea di cosa sia un periodo sabbatico.

L’importante è non confondere un periodo sabbatico con una semplice vacanza. Una vacanza è limitata nel tempo, è uno spiraglio per riposarsi o ricaricare le batterie. Un periodo sabbatico è molto più impegnativo: spesso occorre abbandonare alcune certezze e si ha l’impressione di tagliarsi i ponti dietro le spalle.

L'espressione “anno sabbatico” era usata presso gli antichi ebrei per indicare il periodo durante il quale si lasciavano riposare le terre, si condonavano i debiti e venivano liberati gli schiavi. Secondo le leggi di Mosè, il terreno doveva essere lasciato a riposo per dodici mesi ogni sette anni. Qui l’espressione “anno sabbatico” rappresenta un periodo da dedicare a se stessi, magari per viaggiare. Nei paesi anglosassoni si chiama “gap year” ed è una tradizione consolidata. In molti paesi all’estero i giovani si prendono un anno di libertà per viaggiare, prima di iscriversi all’università o entrare nel mondo del lavoro. 
Un’anno sabbatico, invece, è un’altra cosa: è un pezzo di vita particolarmente intenso che porta con sé molte occasioni di incontro e di crescita e che rappresenta spesso l’inizio di un diverso e nuovo modo di vivere. Il tipo di esperienza dipenderà solamente da noi e dalla libertà che riusciremo a concederci.

 

Viaggiare per un lungo periodo

 

malibu

Se la tua intenzione è quella di viaggiare per un lungo periodo di tempo (diciamo oltre i 6 mesi) facendo di questo tipo di vita una scelta per, magari, i prossimi anni, la soluzione è quella di viaggiare lavorando, a meno che si disponga di una notevole quantità di denaro.

Ci si potrebbe organizzare prima della partenza, pianificando dove si lavorerà in un certo periodo di tempo, per esempio a metà viaggio, piuttosto che organizzarsi ‘cammin facendo’.

Sarebbe utile disporre di una particolare qualifica (per esempio, tra i viaggiatori anglosassoni è diffusa l’abitudine di svolgere per qualche tempo l’attività di insegnamento della lingua). Senza avere una particolare professionalità, ma per esigenze di prolungare il nostro viaggio, potremmo, invece, lavorare qua e là durante il viaggio, per esempio nelle strutture nelle quali alloggiamo. Gli ostelli hanno spesso bisogno di una mano, part-time o full time, in cambio di alloggio o di uno stipendio. Conosco amici incontrati in viaggio che hanno fatto i camerieri, i cuochi per poi improvvisarsi muratori. Le possibilità sono moltissime.

La molla che dovrebbe spingerci è sempre quella della libertà. Se siamo liberi con la testa, e disposti ad adattarci alla situazione, abbandonando le nostre abitudini e le nostre certezze, una soluzione la troveremo sempre.

www.vagabonding.net

 

Fare il giro del mondo

ocean beach

 

Il primo pensiero che viene in mente quando si vorrebbe ‘sganciare’ per lasciare tutto è quello di farsi un giro per il mondo. Suona come una provocazione, una cosa tanto grande da far parte del solo mondo dei sogni. E’, invece, una delle cose più facili da organizzare.

Esistono, infatti, biglietti ‘round the world’, solitamente piuttosto convenienti, con durata dai 3 mesi ad un anno che permettono di scegliere le tappe del viaggio con partenza ed arrivo nella medesima città dopo aver girato il globo. Il primo pensiero che viene in mente quando si vorrebbe ‘sganciare’ per lasciare tutto è quello di farsi un giro per il mondo. Suona come una provocazione, una cosa tanto grande da far parte del solo mondo dei sogni.
E’, invece, una delle cose più facili da organizzare. Esistono, infatti, biglietti ‘round the world’, solitamente piuttosto convenienti, con durata dai 3 mesi ad un anno che permettono di scegliere le tappe del viaggio con partenza ed arrivo nella medesima città dopo aver girato il globo.
Esistono agenzie e siti specializzati in questo tipo di viaggio.
L’usanza di prendersi un anno di rigenerazione è molto consolidata nei paesi anglosassoni; ne è prova il proliferare di agenzie ed organizzazioni che offrono questo tipo di servizi.
Potremmo, per esempio, partire da Milano con un volo che, in senso orario, faccia sosta a Buenos Aires, isole Fiji, Sidney, Bangkok, Nuova Delhi, prima di ritornare su Milano. I tempi di sosta sono normalmente liberi e si può prenotare il volo successivo con una telefonata.
Ed ecco organizzato il tuo giro per il mondo.
E’ un modo di viaggiare piuttosto ‘pre-confezionato’, pur lasciando all’improvvisazione la ricerca dell’alloggio e l’organizzazione delle soste.
E’, però, un buon modo per iniziare ad organizzare il nostro viaggio ed un’importante fonte di motivazione. Il fatto di realizzare quanto possa essere facile organizzare un viaggio di questo tipo, che poco prima poteva apparire solamente un bel sogno, può sicuramente dare una bella sicurezza ed una spinta alla motivazione.

www.roundtheworldtickets.com - www.statravel.com

 

Dedicare il tempo per aiutare gli altri

kenya volunteering

 

E’ una possibilità molto praticata. Esistono anche aziende che promuovono questo tipo di esperienza verso i propri dipendenti, concedendo uno stacco (normalmente per un periodo di 3-6 mesi) per partecipare a progetti di volontariato nei paesi in via di sviluppo.

L’organizzazione di un’esperienza di questo tipo è piuttosto semplice, anche perché gran parte di essa è direttamente gestita dall’organizzazione che supporta il progetto.

L’unico suggerimento che mi sento di darti è quello di scegliere questo percorso solo se sei spinto chiaramente dal desiderio di contribuire ad un’attività di volontariato e non perché vedi in questa possibilità una buona scusa da utilizzare per giustificare la tua voglia di ‘fuga’ed una soluzione piuttosto facile da realizzare.

Il meglio che un periodo sabbatico può darti nasce dalla libertà che ti vorrai concedere e non nella fuga di per se; libertà di scegliere la propria strada e libertà di non dover giustificare la propria scelta.

Ci sono molti siti specializzati in questo tipo di esperienza, così come organizzazioni ed ONG alle quali rivolgersi:

www.noprofit.org - www.ongitaliane.it

 

Un 'facile' anno sabbatico

London

 

E’ uno dei consigli che mi sento spesso di dare a chi vorrebbe ‘staccare la spina’ senza per forza viaggiare dalla parte opposta del mondo. E’ un’esperienza molto tipica per i ragazzi (e non solo) del nord Europa che, spesso, la utilizzano per lasciare il nido domestico, prendere in mano la propria vita e chiarirsi le idee sul proprio futuro. Per me è stato l’inizio, la prima partenza, dalla quale è cominciato tutto.

Quest’esperienza si chiama Londra. Una città incredibile e due passi da casa nostra, ma che allo stesso tempo permette di staccare veramente con tutte le abitudini e ‘costrizioni’ che vorremmo lasciare. Un’esperienza in questa città è un modo semplice per prendere in mano la propria vita e fare un’esperienza impagabile.

Io ho lasciato l’Italia per Londra quando avevo 26 anni; ho abbandonato il mio lavoro ‘in banca’ ed ho affrontato tutte le difficoltà che incontrano tutti quelli che affrontano questo tipo di esperienza: girare per negozi e pub con un pacco di cv, cercare un alloggio, aprire un conto corrente, ecc.

Esistono anche organizzazioni che possono aiutarti a gestire tutte queste prime fasi alle volte demotivanti. Non nego che anche queste parti del viaggio siano importanti, ma, talvolta, nell’indecisione tra partire o meno, l’aiuto di questo servizio, può dare la necessaria ‘spinta’.

Per qualunque dubbio, chiarimento e consiglio non esitare a contattarmi.

www.londraweb.comwww.londoworkexperience.com

Staccare senza partire

pacific beach

 

La forza di prendersi una pausa trae forza dalla libertà con il quale affrontiamo questa scelta. Esistono situazioni nella quali questo tipo di scelta non è possibili, ma me ne vengono in mente davvero poche. Spesso ci diciamo che una scelta non è possibile, mentre in realtà intendiamo che abbiamo delle paure che non ci permettono di farlo.

Qualunque possa essere la tua decisione, esistono comunque possibilità di vivere una ‘vita sabbatica’ senza dover lasciare la tua situazione, semplicemente mettendo ordine nelle tue priorità e cambiando le tue abitudini. Il fatto di accendere la Tv in ogni momento di ‘silenzio’ o di spendere in cose che non ci importano realmente sono solo due esempi di una serie di abitudini delle quali non ci rendiamo conto, ma che possono fortemente influenzare la nostra vita.

Quello di cui parlo è una sorta di ‘pulizia mentale’, una versione più ‘domestica’ di quello stato nel quale ci troviamo dopo qualche tempo che viaggiamo. La consapevolezza delle nostre priorità e la serenità che ne consegue possono darci una grande mano nell’organizzare la nostra vita e vivercela con maggiore libertà. Capire cosa più ci importa nella nostra vita ci permette di andare nella direzione giusta.

Ricordo che quando sono partito per il mio secondo periodo sabbatico, tra le cose che mi sono sentito dire c’è stato: ‘ma dove li trovi tutti i soldi per fare tutto ciò?’. Normalmente questo appunto mi veniva fatto da persone che guadagnavano più di me. Il fatto, però, di avere da anni in mente di godere di un’esperienza di viaggio come quella che ho fatto mi ha permesso di organizzarmi ed arrivare a quella scadenza con un bel ‘gruzzoletto’. Per esempio, prima di partire per il mio ultimo viaggio, ho condividevo l’affitto dell’appartamento con un amico, avevo acquistato come auto una panda usata e facevo attenzione alle spese inutili (ce ne sono tantissime).

Non l’ho assolutamente vissuto come un sacrificio. Forse il contrario, era come se riuscissi così a pregustarmi il periodo di libertà del quale avrei in seguito goduto.

Se per qualcuno la casa prestigiosa e l’auto di rappresentanza sono valori fondamentali, il mio consiglio è di restarsene a casa ed abbandonare l’idea di un viaggio di questo tipo. Non solamente per una questione economica, ma perché credo che l’esperienza più grande che si possa trarre da un periodo di questo tipo sia quella di ‘fare pulizia’ e vivere dell’essenziale.

Una volta capito cosa è realmente importante nella nostra vita, tutto diventa più semplice e risulta più chiaro come organizzarsi per concedersi delle piccole ‘esperienze sabbatiche’.

 

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